Nuovo codice incentivi 2026, cosa cambia
Dal 1° gennaio 2026 sarà operativo il nuovo Codice degli incentivi. Vediamo quali sono le novità e cosa prevede.
Al via al nuovo Codice degli incentivi dal 1° Gennaio 2026.
Fino ad oggi il sistema degli incentivi in Italia è stato caratterizzato da normative frammentate, con centinaia di misure a livello statale, regionale e locale, ciascuna con regole, moduli e procedure diverse.
Questa complessità ha spesso reso difficilel’accesso agli aiuti e aumentato il carico amministrativo per i beneficiari.
Col nuovo Codice, quindi, viene tracciata una disciplina organica e unificata, che ridisegna l’intero impianto normativo delle agevolazioni per imprese, professionisti e lavoratori autonomi.
Vediamo nel dettaglio cosa cambia, quali sono le novità e gli aiuti in arrivo.
APPROVATO IL NUOVO CODICE DEGLI INCENTIVI 2026
Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 27 novembre 2025, n. 184, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, si introduce un quadro normativo unico che coordina e armonizza le agevolazioni. L’obiettivo è quello di:
- semplificare l’accesso agli incentivi, riducendo tempi e oneri burocratici e garantendo la parità di accesso tra imprese e autonomi quando la natura dell’incentivo lo consente;
- migliorare la trasparenza e la tracciabilità delle misure;
- favorire la digitalizzazione e la gestione informatica dei bandi e delle procedure;
LE NOVITÀ
Le novità introdotte dal Codice degli incentivi dal 1° gennaio riguardano:
- l’introduzione di un schema standard per tutti i bandi di agevolazione. Questo “bando-tipo” contiene contenuti minimi, criteri di selezione, motivi di esclusione e modalità di valutazione, uniformando così i requisiti da seguire per accedere a qualsiasi incentivo pubblico;
- la digitalizzazione e la creazione di strumenti digitali integrati per gestire l’intero ciclo di vita delle agevolazioni: dalla presentazione delle domande, alla valutazione, fino alla rendicontazione e monitoraggio dei risultati. Verranno potenziati cioè portali come Incentivi.gov.it e il Registro nazionale aiuti (RNA) per più assicurare trasparenza e interoperabilità;
- l’istituzione di un Tavolo permanente degli incentivi come luogo di coordinamento tra amministrazioni. Inoltre, è prevista la definizione di un Programma triennale degli incentivi per orientare la pianificazione strategica degli aiuti pubblici;
- la parità di accesso tra imprese strutturate e lavoratori autonomi. Fino ad oggi molte agevolazioni erano calibrate su categorie specifiche, spesso esclusivamente per società di capitali. Con il nuovo Codice si apre la possibilità, in certi casi, anche a professionisti e micro-imprese di accedere alle stesse misure.
COSA NON CAMBIA IMMEDIATAMENTE
È importante sottolineare che non tutti gli incentivi rientrano nel perimetro del nuovo Codice. Rimangono esclusi gli incentivi fiscali automatici per i quali non è prevista alcuna istruttoria (come alcuni crediti d’imposta automatici) e gli incentivi contributivi con caratteristiche particolari.
Inoltre, alcune misure specifiche, come i bonus edilizi o altri sistemi agevolativi previsti dalla Legge di Bilancio 2026 (bonus casa al 50%, proroga di strumenti come la Nuova Sabatini o agevolazioni per le ZES/ZLS), continueranno ad essere disciplinate da normative proprie, pur integrandosi con i principi generali del Codice.
Con l’entrata in vigore del nuovo Codice, le imprese e i lavoratori autonomi avranno a disposizione un quadro più prevedibile e accessibile di incentivi. Tra le opportunità più attese ci sono:
- l’accesso più agevole a contributi e bandi competitivi grazie alla standardizzazione delle procedure;
- una maggiore trasparenza sui criteri di valutazione e controllo. Dal 1° gennaio 2026 sarà disponibile infatti una disciplina organica, trasparente e digitalizzata che tutti potranno consultare;
- la riduzione dei tempi di gestione delle domande grazie alla digitalizzazione;
- possibili incrementi negli aiuti pubblici per innovazione, sostenibilità e sviluppo territoriale, coordinati su base pluriennale.
